Orti Bottagone 2

Biowatching
formazione scuola-lavoro

La biodiversità sta collassando, le foreste arretrano, le zone umide si riducono, Le specie scompaiono a una velocità senza precedenti. E allora scarponcini, taccuino, binocolo, macchina fotografica e tanto spirito d’osservazione. Impariamo a leggere il territorio, la sua evoluzione e le politiche di conservazione di patrimoni tanto delicati quanto importanti in alcuni degli angoli più belli e fragili della Toscana, come novelli biologi della conservazione.

ITINERARIO

PROGRAMMA INDICATIVO 4 GIORNI

1° giorno: Lago di Burano

Arrivo all’Oasi di Burano in tarda mattinata, incontro con le guide e visita dell’oasi.
L’oasi ospita una grandissima varietà di uccelli (oltre 300 specie) e tra le più caratteristiche troviamo la folaga, il moriglione, la moretta tabaccata, il falco di palude e il porciglione; tra i mammiferi invece l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, il cinghiale e ultimamente anche il lupo, che utilizza la riserva durante i lunghi spostamenti o per periodi più o meno lunghi, in base alla disponibilità delle prede rappresentate da nutrie e cinghiali. Il sentiero si snoda lungo la duna e si affaccia sul lago con 7 punti di osservazione, costituiti da sei capanni e una torre di avvistamento.

2° giorno: Il Parco della Maremma

Intera giornata dedicata all’osservazione dell’avifauna e della biodiversità lungo un facile percorso all’interno del Parco della Maremma. Dalla Pineta Granducale, infatti, raggiungeremo le ampie distese palustri della foce del fiume Ombrone.
Il percorso ci permetterà di ricostruire il secolare rapporto, spesso sofferto, tra uomo e natura, attraverso l’osservazione e la lettura delle opere di bonifica, di conduzione agraria, nonché di pascolo e utilizzo della pineta domestica. È impossibile giungere alla bocca del fiume Ombrone senza notare le mandrie di vacche maremmane dalle corna lunate, i maschi da riproduzione, i puledri e gli stalloni. Appartengono a due specie autoctone miracolosamente sopravvissute al declino del loro allevamento durante la fine del secolo.
La foce del fiume Ombrone è un tipico esempio di zona umida costiera. L’ittiofauna deltizia è particolarmente ricca di anguille, cefali, cavedani, lucci, carpe, trote e delle pregiatissime spigole.

3° GIORNO: Lago dell’Accesa

Intera giornata dedicata al trekking e alla visita al Lago dell’Accesa, di grande interesse naturalistico-ambientale e storico-archeologico, tant’è che la sua atmosfera suggestiva ha fatto nascere numerose leggende. Di origine carsica, a causa della morfologia e dei lavori di bonifica avvenuti a inizio ’900 per rendere le terre circostanti il lago coltivabili, la zona littorale è molto ridotta, impedendo lo sviluppo di una vera e propria fascia di vegetazione elofitica, ma sono comunque da segnalare specie vegetali non comuni nel lago e nei canali circostanti la presenza di habitat presente nella Direttiva Habitat.
L’area è altresì nota per i ritrovamenti archeologici avvenuti nei pressi del lago, dove furono compiute numerose opere di scavo già dagli anni ’30, che portarono alla luce numerosi resti di villaggi etruschi legati all’estrazione mineraria soprattutto di rame proveniente dalle vicine miniere.

4° GIORNO: Padule Orti Bottagone

Al mattino ingresso all’Oasi Padule Orti Bottagone, preziosa testimonianza delle passate estese paludi della bassa val di Cornia, scomparse a seguito delle bonifiche, importantissimo habitat per molte specie animali e vegetali, in particolare per gli uccelli.
Visita guidata per l’osservazione della flora e della fauna presente: fenicotteri rosa, falchi pescatori, cavalieri d’Italia e tanto altro ancora.
Possibilità di laboratori didattici ambientali o caccia al tesoro a tema ambientale in aggiunta alla visita guidata a seconda del tempo a disposizione.

QUOTA A STUDENTE A PARTIRE DA € 300,00

LA QUOTA COMPRENDE

LA QUOTA NON COMPRENDE

RICHIEDI INFORMAZIONI

Contattaci al numero 0565 944374, scrivici una mail a info@scuoladinatura.it oppure compila il seguente form